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xenese

 

Che freddo belga stanotte! Prendo il portatile per riscaldarmi le cosce. Penso. Forse scrivo. Intanto penso. Sono circa vent’anni e ne ho visti di tutti i tipi e abilità. Fra queste le più svariate, le più parlate. E trovo che ogni parola sparisca al cospetto di quello che è il massimo rientro dell’abilità: l’azione manipolante su spazio e tempo. Il superamento dell’uomo che s’avversa è sempre – deve sempre essere – fondato sull’indebolimento delle coordinate spazio-temporali, ciò che si chiama disorientamento. In guerra come in amore. In amore come ovunque.
La forza, ad esempio, permette nello stesso tempo uno spazio maggiore in ampiezza; la velocità invece, come la tecnica spesso, consente a parità di spazio fra il dotato e il non dotato il rallentamento soggettivo del tempo: un preciso controllo, o una partenza bruciante, fanno scorrere il tempo più lentamente per se stessi ma più velocemente per l’altro, col risultato di acquisire un vantaggio di gestione. Quel gran professor francese sapeva rallentare il proprio tempo con maestria, e ciò gli facilitava l’accesso a diagonali spaziali che gli altri nemmeno concepivano perché non avevano il tempo di frugare nell’ombra. Il cocainomane invece era effettivamente su altre coordinate, e questo discorso per lui necessiterebbe di sortite metafisiche per le quali non ci sentiamo pronti. Tutti i grandi in fondo erano mentalmente o fisicamente in grado, in somma sintesi, di manipolare la realtà.
Ma oggi succede un fatto nuovo. Era da un po’ che m’interrogavo sul perché m’incuriosisse così tanto uno di quelli che sonnecchia fra il grande e il mediogrande. Poi di golpe l’ho capito. Lui,
Juàn Romàn el mudo, agisce sulla somma illusione del suo pacato ciondolare. Recita. Anzi, rappresenta l’immagine fissa di se stesso illudendo l’altro che il tempo sia morto o che rantoli. Non azzarda quasi mai più di quanto non sappia di poter controllare, non accelera, rilassa, se fiuta il rischio rallenta e ripiega. Sonnecchia. Ma in un attimo, in quell’attimo che vede lo spazio allinearsi alla visione che il sonno gli ha insinuato, egli ha già tracciato una pugnalata che precisa segna il prato.

Pubblicato il 18/2/2008 alle 4.5 nella rubrica sport.

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